La mia famiglia


Anno di grazia 2017

13,7 miliardi di anni nasceva il cosmo. 4,5 miliardi di anni dopo nasce il nostro pianeta. 4,4 o 2,7 miliardi di anni fa nasce la vita sulla terra.Con  l'Australopithecus si passa ai milioni; 4.5 milioni di anni fa. 2,5 o 1,5 abbiamo l'Homo habilis, poi Ergaster e infine Erectus.

Molto più tardi, 300 o 200.000 anni fa, Neanderthal e Sapiens.

Siamo abituati a pensare questa storia come un progresso (naturalmente rispetto all'homo sapiens che siamo noi). Questa idea è da rifiutare. Perché? In primo luogo per la disomogeneità di questa storia. Dai miliardi, ai milioni. alle centinaia di migliaia. In secondo luogo perché questa storia non è continua. E' piena di salti. Per esempio il passaggio dalla materia inorganica a quella organica non è ancora compreso né accettato (altri dicono che il passaggio è dovuto a meteore che contenevano composti organici). I vari homo non si sono succeduti genealogicamente ma a salti come il Sapiens successe al Neanderthal.

La teoria evoluzionistica - quella di Darwin - fatica a mettere d'accordo questa discontinuità proprio per l'inesistenza di una genealogia. Il successo di una specie rispetto ad un'altra attribuisce un diverso impatto che una specie ha rispetto ad un'altra nei confronti dell'ambiente circostante. La sopravvivenza del più adatto. Ma il più "adatto" è tale se l'ambiente permane pressapoco invariato. Invece recenti ipotesi (l'estinzione dei dinosauri) affermano che l'ambiente può cambiare radicalmente. E la genealogia dei dinosauri rispetto alla fauna attuale rappresenta anch'essa una discontinuità.

Però possiamo anche pensare di essere eccessivamente critici con questa assenza di genealogia. Uno potrebbe pensare che il coccodrillo - ad esempio - sia imparentato con i dinosauri e che anche il Sapiens ha qualcosa del coccodrillo.

Invitiamo a pensare a questa storia ma con molta discontinuità rispetto al modo con cui la scienza occidentale  l'ha pensata. 

Dobbiamo avere occhio per le discontinuità.In genere ciò che è nuovo o non si capisce o viene riferito al vecchio.

Noi oggi siano alla vigilia di una forte discontinuità.Autori molto pigri (nel pensare) hanno parlato di fine della storia, di mancanza di futuro. Perché?